Tra le economie più dinamiche della regione caraibica e dell’America Latina, la Repubblica Dominicana vanta un sistema giuridico di tipo civil law. Grazie alle zone franche industriali, a un settore turistico leader, a infrastrutture in costante ammodernamento e a un quadro normativo di incentivi per gli investitori esteri, rappresenta un hub di rilievo per il commercio e la produzione manifatturiera regionali.
La Repubblica Dominicana è fra le economie più dinamiche dei Caraibi, e si guarda soprattutto per le zone franche industriali, per il turismo e per un settore delle costruzioni in espansione. Per un'impresa italiana è spesso il punto di appoggio per servire il mercato caraibico e la costa orientale degli Stati Uniti con costi di produzione contenuti.
Il regime delle zone franche introdotto dalla legge 8-90 è l'elemento distintivo del sistema: le imprese insediate beneficiano dell'esenzione totale dall'imposta sulle società — la cui aliquota ordinaria è del 27% — dai dazi, dall'imposta sul valore aggiunto e dalle imposte municipali per quindici anni prorogabili, elevati a venti nelle zone di frontiera, a condizione di destinare almeno l'80% della produzione all'esportazione. Fuori da quel perimetro si applica la fiscalità ordinaria, che non ha nulla di particolarmente favorevole. La scelta non è quindi fra tassazione alta e bassa, ma fra stare dentro o fuori dal regime — e ciò dipende da che cosa si produce e per quale mercato. Il paese ha aderito alla dichiarazione OCSE sull'imposizione minima globale ma non l'ha ancora recepita: le esenzioni restano quindi pienamente operative, con il rischio residuo che l'imposta integrativa venga prelevata nel paese di residenza della capogruppo.
Imprese manifatturiere che producono per l'esportazione verso Stati Uniti e Caraibi; operatori turistici e alberghieri; gruppi delle costruzioni.