Il Portogallo si è affermato come uno dei poli europei più attraenti per le startup, gli investimenti esteri e i nomadi digitali. Con un ordinamento giuridico basato sul diritto civile, offre un clima d’affari favorevole, infrastrutture moderne e un’ottima qualità della vita. La sua posizione geografica lo rende un ponte strategico naturale tra l’Europa, l’America Latina (con un forte legame con il Brasile) e l’Africa lusofona.
Il Portogallo si sceglie per la qualità della vita a costi contenuti, per un ecosistema di imprese innovative cresciuto in fretta attorno a Lisbona e Porto, e per la posizione che ne fa un ponte naturale verso il Brasile e l'Africa di lingua portoghese. Negli ultimi quindici anni è stato anche una delle mete preferite dai trasferimenti di residenza dall'Europa continentale.
Il regime per cui il Portogallo è conosciuto — il residente non abituale, NHR — è chiuso ai nuovi richiedenti dal gennaio 2024. Chi vi era già ammesso mantiene il regime fino alla scadenza, ma chi si trasferisce oggi non può più accedervi, e citarlo come argomento significa promettere qualcosa che non esiste più. Al suo posto c'è l'IFICI, chiamato anche NHR 2.0: aliquota del 20% per dieci anni, ma non aperto a chiunque si trasferisca — è riservato a ricercatori, professionisti qualificati e attività legate all'innovazione. Il perimetro è molto più stretto di prima, e la verifica di ammissibilità va fatta prima di programmare il trasferimento.
Ricercatori, professionisti qualificati e imprenditori dell'innovazione che valutano il trasferimento; imprese che aprono una base per il mercato lusofono; chi è già ammesso al vecchio regime e deve pianificare che cosa accadrà alla scadenza.