Principale economia dell’Europa centrale e membro dell’Unione Europea, la Polonia vanta un ampio mercato interno e una posizione geografica strategica. Caratterizzata da un sistema giuridico di tipo Civil Law, si distingue per la forte crescita industriale e per i settori dei servizi IT e della logistica. Offre un ambiente d’affari dinamico con un ottimo equilibrio tra costi operativi e competenze professionali.
La Polonia unisce un mercato interno ampio, il più grande dell'Europa centrale, a costi operativi ancora contenuti e a una manodopera tecnica di buon livello, soprattutto nei servizi informatici e nella logistica. Per un'impresa italiana è spesso l'alternativa più equilibrata quando si cerca capacità produttiva o di servizio dentro l'Unione senza allontanarsi troppo.
Accanto all'imposta ordinaria del 19% — e all'aliquota ridotta del 9% per i piccoli contribuenti con ricavi fino a 2 milioni di euro (soglia PLN 8.517.000 per il 2026) — la Polonia offre un regime che altrove non esiste, comunemente chiamato CIT estone: finché gli utili restano nella società e vengono reinvestiti, non si paga imposta; il prelievo scatta soltanto al momento della distribuzione, con aliquota del 10% per i piccoli contribuenti e del 20% per gli altri. Per un'impresa in crescita che reinveste tutto, la differenza finanziaria è sostanziale. Le condizioni di accesso e di permanenza sono però stringenti: soci persone fisiche esclusivamente, nessuna partecipazione detenuta dalla società in altri enti, ricavi passivi (interessi, royalty, plusvalenze finanziarie) non superiori al 50% del totale, e requisiti occupazionali minimi (almeno tre dipendenti a tempo pieno oltre ai soci, o un ammontare equivalente di costi del personale). Vanno verificate anno per anno.
Imprese che aprono una struttura produttiva, logistica o di sviluppo software; gruppi che servono l'Europa centrale da una base unica; società in crescita che reinvestono gli utili e per cui il rinvio della tassazione fa una differenza reale.