Nazione scandinava ad alto reddito, non aderente all’UE ma parte dello Spazio Economico Europeo (SEE), la Norvegia possiede un’economia solida, guidata dall’energia, dalle tecnologie marine e dalla sostenibilità. Il suo ordinamento di diritto civile garantisce elevatissima trasparenza, stabilità politica e la presenza di uno dei fondi sovrani più grandi al mondo, rendendola un mercato sicuro per gli investimenti a lungo termine.
In Norvegia ci si va per i settori dove il paese è forte — energia, tecnologie marine e navali, sostenibilità — e per un contesto in cui trasparenza e stabilità sono la norma. Non è nell'Unione ma è nello Spazio economico europeo, quindi il mercato unico resta accessibile pur con regole doganali proprie: una distinzione che conta molto per chi movimenta merci.
L'aliquota ordinaria sulle società è del 22% — confermata anche per l'esercizio 2026 dalla Prop. 1 LS (2025-2026) — in linea con la media europea, e non è quella la ragione per cui la Norvegia entra o esce dalle valutazioni. Il fattore distintivo è che il paese tassa il patrimonio delle persone fisiche residenti: per il 2026 la soglia di esenzione è di 1,9 milioni di corone norvegesi per il singolo (3,8 milioni per le coppie); sopra la soglia si applica un'aliquota comunale dello 0,35% e una statale dello 0,65% fino a 21,5 milioni di corone, che sale allo 0,75% oltre, per un carico complessivo pari all'1,0% e all'1,1% rispettivamente. Le partecipazioni non quotate sono valutate al valore fiscale netto e in un gruppo familiare con partecipazioni societarie di valore l'imposta può pesare più dell'imposta sui redditi. È il motivo per cui, negli ultimi anni, alcune famiglie imprenditoriali norvegesi hanno spostato la residenza altrove. Dal 2026 è previsto un differimento del pagamento fino a tre anni per debiti d'imposta superiori a 30.000 corone. Chi valuta un trasferimento in Norvegia deve considerarla prima di tutto il resto.
Imprese dei settori energetico, navale e delle tecnologie ambientali; gruppi che esportano verso i mercati scandinavi e devono gestire il rapporto doganale con lo Spazio economico europeo; persone fisiche che valutano un trasferimento e devono pesarne le conseguenze patrimoniali.