Mauritius è la piattaforma di gestione degli investimenti in Africa e in India per eccellenza, con una rete di oltre 45 trattati contro le doppie imposizioni, un regime GBC che porta l'aliquota effettiva CIT al ~3% sui redditi esteri qualificati e un quadro regolamentare di common law con forte tradizione fiduciaria. Dal 2025 recepisce il Pillar Two solo per i gruppi in scope, preservando il regime per la platea principale di utilizzatori.
L'imposta sulle società è del 15% (Income Tax Act 1995). Le Global Business Companies (GBC), residenti fiscali di Mauritius, beneficiano di una « partial exemption » regime che esclude dalla base imponibile l'80% di determinati redditi esteri qualificati (dividendi, interessi, redditi da leasing di navi/aerei, redditi da fund manager, alcuni redditi da holding), portando l'aliquota effettiva al 3%. La partial exemption è condizionata al rispetto dei requisiti di sostanza economica: direzione e controllo a Mauritius, Core Income Generating Activities (CIGA) svolte in loco, spese operative e dipendenti in numero adeguato al tipo di attività (linee guida FSC del 2019 e successive). Le società export-oriented applicano una detrazione del 3% sui redditi da esportazione di beni. Le Authorised Companies (AC), invece, non sono residenti fiscali mauriziane, non hanno accesso ai trattati e non sono tassate a Mauritius (pagano solo la tassa di registrazione). L'IVA è al 15%. La ritenuta sui dividendi in uscita è pari a zero. Il Finance Act 2025, pubblicato il 9 agosto 2025, introduce, dal 2025-2026 fiscal year (1° luglio 2025), la Domestic Minimum Top-up Tax al 15% per i gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori a 750 milioni di euro, in conformità alle GloBE Rules dell'OCSE. La rupia mauriziana è liberamente convertibile; non esistono restrizioni valutarie significative sui trasferimenti in capo alle GBC.
Gestori di fondi di private equity africani e indiani; holding di partecipazioni in Africa e nel Sud-est asiatico; family office con esposizione a mercati emergenti; società di detenzione di navi, aeromobili e IP; captive di riassicurazione e di wealth management; gruppi italiani che utilizzano Mauritius come piattaforma di ingresso nei mercati africani e snodo per trattati.