Terza economia dell’Eurozona, l’Italia combina una ricca tradizione manifatturiera con un sistema di piccole e medie imprese altamente specializzate. Caratterizzata da un ordinamento di tipo Civil Law, offre opportunità strategiche nei settori del design, dell’automazione, dell’agroalimentare e delle energie rinnovabili. La sua posizione baricentrica nel Mediterraneo la rende uno snodo logistico e commerciale di rilievo per l’Europa continentale e il Nord Africa.
Si sceglie l'Italia per raggiungere il mercato interno con una struttura locale, per rilevare imprese manifatturiere in settori dove la competenza è concentrata qui, per acquistare immobili, e sempre più spesso per trasferirvi la residenza personale. Negli ultimi anni il paese ha costruito regimi fiscali dedicati a chi arriva — dai lavoratori qualificati ai patrimoni di grandi dimensioni — che rendono il trasferimento una decisione anche fiscale e non soltanto di vita.
Chi trasferisce la residenza in Italia e non vi è stato residente per almeno nove dei dieci anni precedenti può optare per un'imposta sostitutiva forfettaria su tutti i redditi prodotti all'estero, dovuta a prescindere dal loro ammontare. L'importo è cambiato due volte in poco tempo: 100.000 euro all'origine, 200.000 dal 10 agosto 2024, 300.000 dal 1° gennaio 2026, ai quali si aggiungono 50.000 euro per ciascun familiare incluso nell'opzione. Il regime dura fino a quindici anni e si perfeziona con il trasferimento: chi lo valuta deve farlo prima di spostare la residenza, non dopo.
Imprese estere che aprono una struttura commerciale o produttiva in Italia; investitori che rilevano aziende o immobili; persone ad alto patrimonio che valutano il trasferimento della residenza; lavoratori qualificati e dirigenti che arrivano per la prima volta o rientrano dopo anni all'estero.